Il post di Amanda Lear su Instagram

Quella che ci lasciamo alle spalle è stata una settimana piuttosto faticosa per il nostro scalcagnato Stivale. C’è chi ha proposto un tetto massimo al numero di studenti stranieri nelle classi (proprietà intellettuale – sic! – di un’ex ministra della Repubblica, speriamo le riconoscano le royalties), un attempato segretario di partito ha inaugurato una sorta di “posta del cuore” consigliando ai virgulti italici di «sposare una donna non appariscente, che non ti tradisca» e, in una ridente località del Bergamasco, è stato messo in piedi un happening con alcune donne intabarrate in un burqa, che hanno improvvisamente tolto al grido «Libertà, libertà!».

A darci respiro ci ha pensato la cantante Amanda Lear: in un post su Instagram l’artista ha accusato la collega Miley Cyrus di aver plagiato un suo pezzo del 1978. Oggetto del contendere sarebbe il brano Redlights, contenuto nell’ultimo album della popstar, Bass Persuades, che Cyrus avrebbe copiato attingendo a piene mani dalla canzone The Sphinx.

C’è chi sostiene che il plagio non sia altro che una forma di lusinga, ma Amanda non ci sta e pretende un riconoscimento ufficiale. Il fatto mi ha ricordato un altro episodio, a me geograficamente vicino: negli anni Novanta Al Bano – genius loci del Tavoliere delle Puglie e idolo incontrastato di una pletora di mie zie e nonne – ebbe l’ardire di rivendicare la paternità di un pezzo di Michael Jackson. La vicenda farebbe ridere già così, ma l’uomo forte di Cellino San Marco passò alle vie giudiziarie; il processo si concluse nel 2001, stabilendo che non c’era stata alcuna scopiazzatura.

Ora, ascoltando le due tracce, quella di Cyrus e quella di Lear, le somiglianze in effetti ci sono. Credo, però, che da questo “incidente” sia da rilevare un altro dato, direi quasi di costume: è sempre affascinante osservare la china che può prendere la carriera di un’artista. La vita di Amanda Lear è stata a dir poco incredibile: modella nella Swinging London degli anni Sessanta, cantante, attrice e compagna di David Bowie e Salvador Dalí, è riuscita a imprimere una svolta significativa anche ai paludati palinsesti di “mamma” Rai. Quale meccanismo può allora spingerti ad avanzare simili accuse? Ma, soprattutto, siamo sicuri che Miley Cyrus sappia chi sia Amanda Lear? Incidentalmente, la Lear è nella top ten delle personalità che vorrei intervistare una volta nella vita. Forse partirei proprio ricordandole questo azzardo.

È possibile che Miley avesse in mente quel verso dei Baustelle che fa «I wanna be Amanda Lear, il tempo di un LP»?

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