
La 'Nebulosa Elica', nebulosa formatasi dalla morte di una stella di tipo solare
Tutti ormai sappiamo che l’universo si è formato dal Big Bang, un rapidissimo processo di espansione che ha portato alla nascita del cosmo fino ad assumere l’aspetto e la conformazione attuali, con stelle e galassie. Ma una sfida per gli astrofisici e i cosmologi moderni è comprenderne il suo destino: in poche parole, come tutto avrà fine. In base alle osservazioni, tra le teorie più accreditate, ne sono state formulate tre: il Big Crunch, il Big Rip e il Big Freeze.
Big Crunch (Grande Collasso)
Questa ipotesi suppone che, dopo l’attuale fase di espansione del nostro universo, la gravità torni ad essere la forza dominante, rallentando e perfino invertendo il processo. Risultato: l’Universo tornerebbe a restringersi sempre di più. Le galassie inizierebbero ad avvicinarsi e a fondersi con maggiore frequenza, fino al condensarsi di tutta la materia esistente in un elemento sempre più piccolo e denso.
Si ipotizza che questo fosse lo stato iniziale del cosmo prima del Big Bang. Se il destino del nostro Universo fosse quello di tornare al suo stato iniziale, è plausibile supporre che un altro Big Bang possa verificarsi e dare origine a un nuovo universo. Il nostro cosmo sarebbe uno di tanti universi che si susseguono in un ciclo infinito di espansioni e restringimenti della materia.
Big Rip (Grande Strappo)
Questo scenario è esattamente opposto alla precedente. Invece di rallentare e invertirsi, l’espansione dell’Universo accelererebbe sempre di più, portando le galassie ad allontanarsi per disfarsi sempre di più. Ogni struttura e corpo nel cosmo, perfino gli atomi, sarebbe dissolto a causa della violenta dilatazione del tessuto spazio-tempo. Una morte violenta per il creato, in cui nulla riuscirebbe a sopravvivere alla continua espansione del cosmo.
Big Rip (Grande Strappo)
Secondo questo modello il nostro universo sarebbe destinato a spegnersi lentamente: ad ogni generazione di stelle, infatti, se ne formerebbero sempre di meno. Spenta anche l’ultima stella, rimarrebbero solo buchi neri, stelle di neutroni e nane bianche, destinati a consumarsi ed evaporare. Alla fine l’universo tenderà a raffreddarsi sempre di più verso lo zero assoluto. Un cosmo luminoso e caldo si ridurrebbe a un luogo freddo, buio, quasi vuoto e con zero energia utilizzabile. Questa teoria sarebbe supportata dalle leggi della termodinamica e dal naturale aumento dell’entropia (disordine) dell’Universo.
Tra le tre, quella più accreditata e attualmente supportata è il Big Freeze. Sappiamo infatti che il nostro cosmo è in una fase di espansione che accelera di continuo, sfavorendo quindi la teoria sul Big Crunch. Nonostante l’accelerazione, anche l’ipotesi del Big Rip è considerata molto estrema stando alle osservazioni.
L’idea oggi più condivisa è quella di un’espansione che allontanerà tra loro le galassie le cui stelle si spegneranno a poco a poco. Il destino più probabile del cosmo, almeno secondo le conoscenze attuali, sarebbe quindi un lento e inesorabile spegnimento, una stanza che rimarrà buia per sempre. Ma fino ad allora, godiamoci ancora questo cosmo ricco e luminoso in queste calde serate estive, mentre cerchiamo un po’ di brezza fuori dalle nostre case.




