
Stavo studiando Biblioteconomia al primo anno e non sapevo davvero di che cosa avrei parlato per la domanda a scelta che il professore avrebbe fatto all’esame. Poi un giorno, per puro caso, Instagram mi propone un post, che racconta la storia di Alexandre Donnat, un uomo francese che in un momento di forte difficoltà personale e di depressione, ha la fortuna di imbattersi nel libro di Alba Donati mentre presta volontariato alla piccola libreria del suo paese.
Leggere La libreria sulla collina ha rappresentato una svolta nella vita di Alexandre, che guarisce dalla depressione e, per ringraziare l’autrice, intraprende un viaggio in bicicletta di quasi 900 km, durato 10 giorni, da Saint-Just-Saint-Rambert, vicino a Lione a Lucignana, dove si trova la piccola libreria protagonista del libro.
La storia mi ha incuriosita a tal punto che, non solo l’ho utilizzata con ottimi risultati per il mio esame, ma ho ovviamente anche deciso di leggere il libro.
Alba Donati è una poetessa e critica letteraria italiana che vive a Firenze: un giorno la sua vita inizia a starle stretta, le manca il respiro e decide così di aprire una piccola libreria-cottage a Lucignana, un borghetto di 180 anime sulle montagne nella provincia di Lucca, sua terra natale.
«Perché hai aperto una libreria in un paesino sconosciuto? Perché avevo bisogno di respirare, perché ero una bambina infelice, perché ero una bambina curiosa, per amore di mio padre, perché il mondo va a scatafascio, perché il lettore non va tradito, perché bisogna pensare ai piú piccoli, perché mi sono salvata».
Di questo sogno diventato realtà parla nel suo libro, scritto in forma di diario dove racconta di come trascorrano le giornate nella libreria, aperta il 7 dicembre 2019, che subisce prima un incendio e poi affronta la pandemia di Covid19. Nonostante tutte le difficoltà l’autrice non si arrende e riparte ogni volta, circondata dalla piccola comunità di Lucignana e dagli amici, vecchi e nuovi.
«Ogni bambina è infelice a modo suo e io lo ero tantissimo».
Leggiamo di lei bambina, del rapporto con la madre e il padre, del ritorno alle origini tornando a Lucignana. Il racconto va avanti con estrema scorrevolezza, con tantissimi spunti per nuovi libri, elencati negli “Ordini di oggi” della libreria, che Alba inserisce alla fine di ogni giornata del suo diario.
«Sì, signora, ho aperto una libreria qui, in un luogo sperduto che non sa di essere sperduto, perché avevo da riparare scale, termosifoni, bagni. Li ho puntellati così, con i libri che più ho amato».
A volte dunque, come è stato per Alba Donati e per Alexandre Donnat, le pagine di un libro non si limitano a raccontare una storia, ma hanno il potere di riscriverne una reale.




