
L’ultimo esame della triennale l’ho sostenuto a luglio del 2014 e meno di un mese dopo ero in ospedale a partorire Figlia 2. Ovviamente a casa c’era già una Figlia 1 nata 22 mesi prima.
Mi ero detta: «Ok, l’anno prossimo Figlia 2 sarà al nido e mi metterò a lavorare alla tesi». Questa era chiaramente una cazzata ma io ci avevo creduto per davvero: fortunatamente stavano bene, la notte si dormiva e non mancavano gli aiuti da parte di entrambe le famiglie.
Ed ecco il plot twist: a dicembre 2016 ero di nuovo in ospedale a partorire Figlia 3. Ovviamente quella volta non mi ero detta niente riguardo alla tesi ma non per scaramanzia ma perché ero stravolta, se contiamo anche il fatto di avere la partita Iva (forse il vero plot twist è la partita Iva).
Tra lavoro e prole sopravvivo dignitosamente per anni e nel 2022 mi laureo e due mesi dopo mi iscrivo alla magistrale sfruttando l’opzione part time. So cosa state pensando e sì, credo di avere una predisposizione genetica che mi induce a complicarmi la vita però sono in dirittura d’arrivo (che forse è meglio non dirlo) e nel frattempo le figlie hanno 13, 11 e 9 anni.
Ma veniamo al punto: la mia esperienza mi ha permesso di perfezionare alcune istruzioni per l’uso necessarie per evitare che l’accoppiata università-figli diventi distruttiva per la salute fisica e mentale. So che state già pensando «Ma io di figli non ne faccio» oppure «Figli? Ma chi, io?» o ancora «Non ho neanche la materia prima!». Io vi assicuro che nella vita si cambia e la materia prima si può trovare, e quindi non è così remota l’opzione di essere studente universitario e al contempo genitore.
Di certo non sarà una passeggiata ma nel mio caso è stata una scelta azzardata e inaspettatamente soddisfacente.
Per questo nel caso vi troviate nella stessa situazione, seguite questi principi:
Adattati al contesto
Quando sono in università la mamma che c’è in me deve tacere: in biblioteca ho visto una ragazza rollare non-so-cosa e poi leccare la cartina per chiuderla. Fosse stata mia figlia le avrei detto: «Beh, ma ti sembra questo il posto adatto?» ma non era mia figlia e quindi l’ho solo pensato.
Non darti delle arie
Quando dico cosa faccio la gente esclama: «Ma come sei brava! Pensa che esempio sei per le tue figlie». Purtroppo, l’esempio dato durante le sessioni non deve essere dei migliori perché le mie figlie dicono che non faranno l’Università.
Stabilisci i confini
Devo sorvegliare con cura la mia cancelleria: quando compro evidenziatori, post-it o qualunque altro articolo di cancelleria, devo specificare chiaramente e in presenza di tutta la triade che è di mia proprietà.
Datti un tono
Se devo presenziare a qualche riunione a scuola e magari dico che sono in ritardo perché arrivo dall’uni, le insegnanti dicono: «Ah, ma tu insegni all’Università?» e so che dovrei rispondere con rammarico «In effetti alla mia età sarebbe più idoneo insegnare» e invece dico «No, la frequento: sapete, io non mi stanco mai d’imparare»: tutto sommato faccio la figura di una che ne sa.
Identifica le priorità
Cosa ingiusta ma necessaria, le figlie imparano ad andare in modalità sopravvivenza. La settimana prima dell’esame devono limitare i loro bisogni: possono mangiare e dormire e in caso di emergenza verranno curate ma per il resto non devono chiedere cose come il quadernone a righe di terza con i margini, gli stecchi abbassalingua per fare il regalino della festa del papà, i rotoli della carta igienica finita e tutta una serie di altre amenità che appesantiscono il mio carico mentale. Resta sottinteso che non verranno invitate amiche per fare pigiama party, pizza party o qualunque altra cosa finisca con party.
Infine, due consigli:
Non guardarti allo specchio
Consiglio specifico per studenti che ci tengono alla skin care: in aula sarete costretti a guardare con rimpianto la pelle di chi ancora non ha rughe o zampe di gallina; magari è solo perché hanno dormito 10 ore filate ma in ogni caso evitate i confronti e specchiatevi a casa dove sapete qual è la luce migliore.
Tiratela, ma con stile
Grazie alla Student card, quando vado alle mostre d’arte ho la riduzione sul biglietto d’ingresso e così posso guardare dall’alto in basso chi è con me e dire con aria di sufficienza: «Visto? A me fanno lo sconto». Se volete, la stessa cosa la potete fare prendendo il gelato da Grom: li farete schiattare d’invidia e così anche ai vostri amici verrà voglia di iscriversi all’università.




