
Ci sono luoghi che sembrano nati per raccontare storie. Il Teatro Regio di Parma è uno di questi. Solitamente i suoi palchi dorati e il velluto rosso delle sue sale fanno da cornice alle opere liriche che hanno reso la città una delle capitali culturali italiane. Venerdì 5 giugno, però, il protagonista non era Giuseppe Verdi. A occupare il centro della scena è stato il calcio.
Nella cornice della terza edizione del Festival della Serie A, Parma è diventata per tre giorni il cuore pulsante del pallone italiano. Dirigenti, giornalisti, addetti ai lavori e appassionati si sono ritrovati nel teatro simbolo della città per assistere a uno degli appuntamenti più attesi dell’estate calcistica: la presentazione del calendario della Serie A Enilive 2026/2027.
Per molti potrebbe sembrare soltanto una formalità. Trentotto giornate che prendono posto in una griglia e stabiliscono l’ordine delle partite, ma in realtà il sorteggio del calendario rappresenta il primo atto ufficiale della nuova stagione. È il momento in cui il campionato smette di essere un’idea e diventa qualcosa di concreto. I tifosi iniziano a segnare le date dei match, tra cui i derby, gli allenatori studiano i primi incroci e i giornalisti cominciano a immaginare i possibili snodi e momenti cruciali della stagione.
Per me invece, è stato qualcosa di ancora diverso. Varcare le porte del Regio con il pass di StudentMag al collo ha significato entrare per la prima volta nel dietro le quinte del giornalismo sportivo professionale. Non da spettatore davanti alla televisione, ma da cronista accreditato. Una differenza enorme.
La mia prima volta in una sala stampa della Serie A

Foto di Andrew Pompili
La vera emozione della giornata non è arrivata quando sul maxischermo sono comparsi i primi accoppiamenti. È arrivata qualche minuto prima.
Seduto nella “Sala Scudetto” che si trova al secondo piano del teatro, mi sono guardato intorno e ho visto decine di colleghi prepararsi all’evento. Computer aperti, telefoni pronti, blocchi per gli appunti e taccuini consumati da anni di lavoro. Qualcuno parlava con gli uffici stampa delle società, altri preparavano già i titoli degli articoli ancora prima che il calendario fosse completato.
Fino a pochi mesi fa osservavo questo mondo dall’esterno. Stavolta ne facevo parte. Il rumore delle tastiere che si accendevano all’unisono a ogni nuova giornata estratta era quasi ipnotico. Ogni volta che compariva una sfida importante si percepiva un leggero brusio attraversare la sala con dei commenti sussurrati ma soprattutto sguardi tra i colleghi.
Il Festival della Serie A e il ruolo di Parma

Foto di Andrew Pompili
Non è un caso che la Lega Serie A abbia scelto ancora una volta Parma per ospitare il Festival della Serie A. La città emiliana rappresenta uno dei simboli storici del calcio italiano. Dalla grande epopea europea degli anni Novanta fino al ritorno stabile nel massimo campionato, Parma è da sempre legata a doppio filo alla storia della Serie A.
Il Festival, giunto alla sua terza edizione a Parma, nasce proprio con l’obiettivo di raccontare il calcio oltre i novanta minuti. Non soltanto partite e risultati, ma economia, comunicazione, innovazione, cultura e sostenibilità. Nei tre giorni della manifestazione si sono alternati dirigenti, allenatori, ex calciatori, giornalisti e rappresentanti delle istituzioni sportive.
Il sorteggio del calendario è stato il momento più atteso della prima giornata, quello capace di attirare l’attenzione dell’intero panorama calcistico nazionale.
Capello e Ferrara: quando l’esperienza incontra il presente

Foto di Andrew Pompili
A rendere ancora più prestigiosa la cerimonia è stata la presenza di due figure che rappresentano un pezzo importante della storia del calcio italiano: Fabio Capello e Ciro Ferrara, presenti in qualità di ambassador della Lega Serie A. Osservarli commentare gli accoppiamenti è stato interessante perché hanno saputo trasformare una procedura tecnica in un vero dibattito calcistico.
Capello con la sua consueta lucidità, ha sottolineato come nei campionati moderni il calendario possa incidere molto più di quanto si pensi, soprattutto per le squadre impegnate nelle competizioni europee.
Ferrara, invece, ha evidenziato il fascino delle grandi sfide nelle prime giornate, ricordando come certe partite possano portare immediatamente entusiasmo e fiducia all’interno dello spogliatoio delle varie squadre. La loro presenza ha dato all’evento una dimensione meno istituzionale e più narrativa, quasi televisiva.
Un calendario che non concede tregua

Foto di Andrew Pompili
La nuova stagione inizierà nel weekend del 22-23 agosto e terminerà il 29-30 maggio 2027. Sono previsti due turni infrasettimanali e una sosta natalizia, oltre alle pause per gli impegni delle nazionali. Sin dalle prime giornate, però, il calendario ha mostrato una caratteristica evidente: nessuno avrà un percorso semplice.
Tra i big match che hanno immediatamente attirato l’attenzione spiccano alla terza giornata Juventus-Milan, Inter-Napoli, Roma-Atalanta destinati come sempre a monopolizzare l’interesse mediatico nazionale.
In sala stampa molti colleghi hanno iniziato a confrontare le sequenze di partite delle pretendenti allo scudetto ancora prima che la presentazione fosse conclusa. È una delle particolarità di questo evento: il calendario viene pubblicato e immediatamente inizia il gioco delle interpretazioni. Chi ha il percorso più difficile? Chi rischia di perdere terreno nelle prime settimane? Quale squadra arriverà più preparata agli scontri diretti?
Domande a cui nessuno può davvero rispondere a giugno ma che, puntualmente, animano ogni discussione.
Il calendario del Parma: una stagione che può essere decisa nei dettagli
Naturalmente, da cronista parmigiano acquisito, la mia attenzione era concentrata soprattutto sul percorso dei Crociati. L’esordio al Tardini contro il Cagliari rappresenta una partenza importante. Iniziare davanti ai propri tifosi può offrire immediatamente fiducia e slancio a una squadra che punta a consolidare la propria presenza nella massima serie.
Subito dopo arriverà la trasferta contro la Juventus, uno dei test più complicati possibili, prima del match casalingo contro il Monza. Analizzando l’intero calendario emerge però un altro dato interessante.
Il vero snodo della stagione sembra collocarsi tra l’undicesima e la quindicesima giornata, quando il Parma dovrà affrontare Bologna, Roma e Fiorentina in casa, Frosinone e Milan in trasferta. Sarà probabilmente in quel periodo che si capirà se la squadra di Carlos Cuesta potrà vivere un campionato relativamente tranquillo oppure dovrà lottare fino all’ultima giornata.
Anche i derby contro il Bologna assumono un significato particolare. Non sono soltanto sfide regionali, ma partite che spesso incidono direttamente sulla corsa salvezza e sugli equilibri della parte centrale della classifica. E poi c’è il finale.
Quando sullo schermo sono apparse le ultime quattro giornate, nella sala stampa si sono alzate più di alcune sopracciglia. Milan, Monza, Juventus e Bologna rappresentano una chiusura di stagione potenzialmente durissima. Se il Parma dovesse trovarsi ancora coinvolto nella lotta per non retrocedere, ogni punto potrebbe valere oro.
Quando il calcio racconta anche il giornalismo
Al termine della presentazione ho continuato a osservare i colleghi al lavoro. Alcuni avevano già pubblicato il loro articolo prima ancora che l’evento finisse. Altri registravano video per i social. Qualcuno telefonava immediatamente alla redazione. In quel momento mi sono reso conto che il vero spettacolo non era soltanto sul palco. Era anche dietro le quinte.
Il giornalismo sportivo moderno richiede rapidità, capacità di sintesi, continua attenzione a ciò che accade. Vedere da vicino professionisti che lavorano da anni in questo settore è stato probabilmente l’aspetto più formativo dell’intera esperienza. Non capita spesso durante un tirocinio universitario di assistere dal vivo al funzionamento reale del mestiere che si sogna di fare.
Un punto di partenza, non di arrivo
Quando sono uscito dal Teatro Regio, Parma stava lentamente tornando alla normalità. Le telecamere venivano smontate, i giornalisti lasciavano la sala stampa mentre gli ospiti si dirigevano verso gli ultimi appuntamenti della giornata del Festival anche se l’adrenalina continuava a farsi sentire.
Perché, al di là del calendario appena svelato, della presenza di grandi campioni e dell’importanza dell’evento, questa giornata ha rappresentato qualcosa di personale: il primo vero contatto con il giornalismo sportivo vissuto dall’interno. La Serie A 2026-2027 è appena cominciata, almeno simbolicamente. Anche il mio percorso professionale, in fondo, sta muovendo i suoi primi passi. E forse è proprio questo il ricordo più bello che porterò con me dal Teatro Regio di Parma.




