Da sinistra, Cristina Valenti, Marco Baliani e Francesca Bortoletti

  • crediti Michele Aiello

Immaginate se si potessero raccogliere quasi quarant’anni di lavoro, esperienze ed emozioni, farne un conglomerato conoscitivo e metterlo a disposizione del prossimo. Scenario in festival. Progetti e visioni per un nuovo teatro (2018-2024), edito da Titivillus, è dedicato allo Scenario Festival, un evento aperto e pensato per i giovani.

Quest’ultimo prende il nome dal Premio Scenario, festa mobile della creatività degli under-35 che, dal 1987, attesta e sostiene il talento e la crescita di giovani promesse del nuovo teatro.
A ragion del vero, questo titolo è il terzo volume di un’interessante trilogia; il primo libro, intitolato Generazioni del nuovo (2010), documenta il contributo della competizione in termini di ricognizione sistematica sulle nuove generazioni, mentre Scenari del terzo millennio (2018)  si pone l’obbiettivo di rileggere criticamente il panorama delle compagnie emerse dal concorso dopo il Duemila.

A condurre l’incontro – collocato all’interno della cornice di Insolito Festival e situato fisicamente nella sede del CAPAS – è la direttrice del Centro Francesca Bortoletti, fin da subito capace di mettere a proprio agio i due ospiti: la presidentessa dell’Associazione Scenario ETS (nonché direttrice artistica dello Scenario Festival) Cristina Valenti e l’attore e regista Marco Baliani.

Bortoletti, introducendo i protagonisti della serata, sottolinea l’importanza intrinseca del cerimoniale bolognese per l‘istituzione di una cultura basata sul riconoscimento della validità delle idee proprie agli artisti emergenti.
Difatti, secondo la direttrice del Centro per le Attività e le Professioni delle Arti e dello Spettacolo, il Premio Scenario “nasce dall’intuizione di accogliere, osservare e nutrire progettualità di spettacolo legate alle nuove generazioni, rappresentando quindi un osservatorio particolare rispetto alla nostra contemporaneità e rimarcando le scintille, le tensioni, le urgenze, le necessità e i linguaggi insiti alla scena teatrale contemporanea”.

Marco Baliani, ideatore del Premio Scenario (riconoscimento biennale attualmente arrivato alla sua XXI edizione), inizia illustrando al pubblico l’intuizione che si è nascosta dietro la  creazione della cerimonia. Ricorda come “negli anni Ottanta fosse terminata la spinta propulsiva del teatro ma restassero tante strutture per esercitare la professione drammaturgica” e che l’evento fosse “un modo di pensare il teatro senza un autore che scriva e un gruppo che lo rappresenti, bensì attraverso un processo di scrittura work-in-progress”.
Il titolo Scenario è quindi la rappresentazione dell’idea secondo la quale la chiave del nuovo teatro sia la diretta e semplice messa in scena, il fare più che il pianificare.

Cristina Valenti, che tra gli altri ruoli è anche curatrice del libro, rimarca l’impegno del progetto nei confronti della ricerca dell’innovazione in ambito teatrale – nonostante gli ovvi rischi economici – e continua spiegando dettagliatamente i processi di selezione e identificazione dell’artista vincitore: “Per ogni edizione viene immesso un bando pubblico la cui iscrizione deve avvenire attraverso la presentazione di un progetto cartaceo, di 20 righe, assolutamente inedito. Successivamente, i soci di Scenario convocano in più incontri tutti coloro che hanno presentato il progetto. Vi è quindi una fase istruttoria, durante la quale sono previsti cinque minuti di lavoro performativo. Dopo questa prima scrematura, i selezionati presentano un progetto di venti minuti alle semifinali. Le tappe di selezione sono organizzate e suddivise equamente tra nord, centro e sud, e gli artisti si esibiscono davanti ai nostri soci nei vari teatri designati. Infine, vengono individuati dodici finalisti che gareggiano all’attenzione di giudici esterni e del Presidente della Commissione, quest’ultimo membro interno dello Scenario Festival”.
Inoltre, Baliani tiene particolarmente ad aggiungere che il processo non è volto unicamente alla mera classificazione dei partecipanti e alla celebrazione del progetto migliore, ma come ogni anno si generi “un confronto forte a ogni fase, con domande da parte di chi è giudicato e indicazioni date dalla giuria”.

L’intento del festival – di cui il libro si fa portatore del pensiero – è quello di non limitarsi a essere solo una rassegna di spettacoli, ma anche di dare voce a uno scambio culturale attraverso la presentazione di testi di un certo spessore saggistico, pubblicati sul proprio sito web e utili ai successivi finalisti. Ciò ha l’obbiettivo di incentivare l’auto-correzione e giustificare l’autorevolezza della recensione (che spesso spaventa chi è giudicato).

Con il passare degli anni l’evento ha subito un ampliamento, con l’introduzione di nuovi riconoscimenti inediti, come ad esempio il Premio Ustica – dal 2019 rinominato Scenario Periferie (non solo per l’allargamento alle realtà artistiche situate al di fuori del centro storico, ma in particolar modo per la crescente attenzione alle questioni intrecciate con marginalità, interculturalità e inclusione sociale) – dedicato al teatro civile e di memoria. O ancora il Premio Scenario Infanzia (poi da due anni rinominato Premio Scenario Infanzia e Adolescenza), dal 2006 organizzato ad annate alterne rispetto al premio principale, e istituito per riconoscere l’impegno di artisti che realizzano opere dedicate a bambini e ragazzi e la necessità di sviluppare il teatro per quest’ultimi.

A partecipare alla presentazione, anche se non come ospite annunciato,  c’era anche l’attrice ed esperta del teatro per l’infanzia Beatrice Baruffini. Quest’ultima è una delle personalità che ha maggiormente contribuito – attraverso la condivisione delle proprie esperienze e dei personali punti di vista – alla stesura della prima parte del libro. L’artista (sia come membro dell’Insolito Festival sia come coordinatrice dell’osservatorio Nuovi Sguardi), ha partecipato alla parte conclusiva della discussione, concedendo una prospettiva preziosa e rendendo possibile comprendere la rilevanza del processo di esposizione drammaturgica durante la tenera età, in vista di una futura “consegna del testimone”.

Negli ultimi momenti della riunione, la stanza si è riempita del ricordo di due delle personalità artistiche maggiormente riconosciute a livello nazionale. Ad Alessandra Belledi e Stefano Cipiciani è dedicata l’apertura di “Scenario in festival. Progetti e visioni per un nuovo teatro (2018-2024)” , pagine in cui si celebrano due promotori contemporanei di cultura teatrale, mediante alcune loro immagini commemorative.

Tra gli applausi del pubblico, Valenti e Baliani hanno annunciato la progettazione di un evento unico in occasione del quarantesimo anniversario dell’Associazione Scenario ETS. Nel 2027, quindi, andrà in scena “un manifesto politico-poetico di ciò che è stato Scenario in quarant’anni”; parola di Marco Baliani.

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