Quest’anno si sono tenute le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, un’occasione di prestigio per l’Italia in ambito sportivo, sociale e culturale.

Ospitare i giochi olimpici è un’occasione per mostrare al mondo la capacità organizzativa di un evento del genere, valorizzare il territorio di Milano, Cortina e non solo: anche gli impianti di Bormio, Livigno e la Val di Fiemme. Si può quindi affermare che le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 hanno rappresentato un momento storico per lo sport italiano.

Un aspetto particolarmente significativo a cui sono legata in prima persona, è stato il ruolo delle atlete italiane: hanno ottenuto dei risultati straordinari nelle varie discipline, dimostrando ancora una volta il valore dello sport femminile nel nostro Paese.

Essendo io stessa una ragazza e una sportiva, mi sento molto legata al tema delle atlete che hanno partecipato a questa edizione dei Giochi Olimpici nonostante pratichi pallavolo,  sport considerato “estivo” nelle Olimpiadi. Proprio per questi motivi vorrei soffermarmi maggiormente sulle loro imprese, sulle loro storie: esempo di passione, forza e determinazione.

Una delle grandi protagoniste dei Giochi è stata Federica Brignone, simbolo dello sci alpino:

dopo un grosso infortunio è riuscita a dimostrare che con costanza, determinazione e voglia di rifarsi si possono ottenere grandissimi risultati. La campionessa, infatti, ha ottenuto ben una medaglia d’oro nello slalom gigante e una nel supergigante, confermandosi tra le migliori sciatrici  della sua generazione. La sua gara, è stata senza dubbio uno dei momenti più emozionanti dell’evento, rendendo la sua performance più significativa.

Nel biathlon, una disciplina che unisce sci di fondo e tiro a segno, abbiamo trovato tra le protagoniste italiane Dorothea Wierer, considerata una leggenda: nel corso della sua carriera ha collezionato titoli mondiali, medaglie olimpiche e coppe del mondo. Al suo fianco si è distinta Lisa Vittozzi, che grazie ad una gara perfetta, è stata la prima medaglia d’oro olimpica della storia italiana in questa disciplina.

Altra figura storica dello sport italiano che si è contraddistinta  è stata Arianna Fontana, pattinatrice di velocità, che con la sua esperienza olimpica continua ad essere un punto di riferimento per nuove atlete e non solo.  Ricordiamo anche la fortissima Sofia Goggia, con il suo terzo posto in discesa libera, Stefania Costantini che ha fatto scoprire il misconosciuto curling a milioni di spettatori italiani: da sport di nicchia a vero protagonista di questi Giochi Olimpici. Chiude, ma non per ultima, Francesca Lollobrigida, a cui ormai hanno affibbiato il ridondante titolo di “mamma d’oro” (prima ancora che “atleta”) e dal quale non riuscirà più a disfarsene. Essere madre e allo stesso tempo una grande sportiva sono due dimensioni che possono coesistere senza che una sminuisca l’altra. Sono il suo impegno e i suoi risultati sportivi quello che va ammirato per davvero, senza entrare nei dettagli della vita privata.

Winter Paralympics

Mentre i giochi olimpici si sono conclusi con un quarto posto per l’italia nel medagliere (un risultato divenuto storico per il numero di medaglie ottenute) ora l’attenzione è tutta sulla Milano-Cortina 2026 Winter Paralympics: 660 atleti paralimpici provenienti da tutto il mondo che riportano la nostra attenzione sul nostro arco alpino fino a domani.

Le Paralimpiadi sono il simbolo di come lo sport possa permettere di superare barriere fisiche e psicologiche, in una competizione la più sana possibile . Diventa una lente di inclusione, rispetto e uguaglianza, che sensibilizza l’opinione pubblica su problematiche dove spesso si chiudono gli occhi. Possiamo osservare persone con disabilità fisiche che gareggiano in discipline simili alle competizioni classiche ma con un adeguato adattamento delle competizioni alle loro difficoltà motorie. Attenzione però: il livello di prestazione rimane lo stesso altissimo, non siamo di fronte ad atleti di serie B. Ogni gara, inoltre, racconta una storia differente, fatta di determinazione e coraggio: molti atleti hanno affrontato incidenti, malattie e difficoltà, ma attraverso lo sport sono riusciti a ricostruire la propria vita.

Tuttavia, le barriere sociali e i pregiudizi non sono scomparsi e seppur si vogliano promuovere le Paralimpiadi allo stesso modo dei Giochi Olimpici appena conclusi, gli spettatori incollati allo schermo sono molti di in meno, rispetto alla competizione ritenuta “ufficiale”: l’interesse inferiore è dovuto alla minor ’importanza mediatica con cui vengono coperte queste gare e, a seguire, meno virali.

Per abbattere queste barriere il lavoro da fare è ancora lungo, nonostante negli ultimi anni si stiano compiendo grandi passi avanti come ad esempio, l’opportunità di mettere in evidenza innovazioni tecniche: protesi avanzate, classiche attrezzature riadattate a particolari; soluzioni tecniche che mostrano come la tecnologia  possa rimuovere queste barriere.

Un evento come questo pone l’attenzione anche sull’aspetto dell’accessibilità nelle città: strutture e trasporti a portata di tutti, mostrare ottime capacità organizzative di gestione dei flussi il tutto senza lasciare indietro nessuno.

Superare le difficoltà e credere nelle proprie capacità: gli atleti olimpici ne incarnano l’esempio. Dimostrano che il vero significato dello sport non è solo quello di vincere medaglie ma superare i propri limiti e lasciare un messaggio: un gesto atletico di forza e speranza.

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