Quando ho ricevuto il modulo di iscrizione per andare il 6 marzo alle Fiere di Rimini a KEY (The Energy Transition Expo),una delle fiere più importanti dedicate alla sostenibilità energetica, la curiosità ha preso subito il sopravvento. Negli ultimi anni sentiamo parlare sempre più spesso di energie rinnovabili e sostenibilità, ma raramente abbiamo l’occasione di approfondire davvero questo settore. Così mi sono detta: perché fermarsi sempre alla superficie delle cose? Per capire davvero di cosa si tratta bisogna entrarci dentro.

Ammetto che un ulteriore incentivo è stato il fatto che l’evento fosse totalmente gratuito per gli studenti dell’Università di Parma: biglietti del treno e ingresso alla fiera inclusi. A quel punto la domanda è stata una sola: perché non approfittarne? Mi sono iscritta pensando che sarei tornata a casa sicuramente arricchita da questa esperienza. Qualche settimana dopo sono stata aggiunta a un gruppo WhatsApp creato da EMS Energia, l’associazione che avrebbe guidato noi studenti durante questa intensa giornata.

Il giorno della fiera la sveglia è suonata presto, alle 6:00 del mattino. Ritrovo in stazione alle 7:10 con gli altri ragazzi del gruppo e via, si parte per Rimini. Durante il viaggio abbiamo iniziato a conoscerci meglio,  io non ero completamente sola perché tra i partecipanti c’era anche il mio migliore amico. Alle 10:00 siamo arrivati alla Fiera di Rimini: eravamo circa 25 studenti dell’Università di Parma con l’aggiunta di qualche ragazzo Erasmus. Prima di entrare in esplorazione si sono presentati i membri di EMS presenti con noi: Massimiliano Iotti,  Abel Gambini e Luca Flavio Ferrarini. Ci hanno raccontato la nascita dell’associazione e il suo percorso di crescita negli ultimi anni. «EMS è nata otto anni fa come associazione universitaria. Con il tempo il progetto è cresciuto e oggi stiamo espandendo le nostre attività anche fuori dall’università» spiega Iotti.

L’associazione promuove diverse iniziative legate alla sostenibilità. «Proponiamo in Unipr eventi formativi, workshop e attività pratiche. Dal 9 marzo è partito anche un progetto molto importante: il Repair Café, uno spazio nel quartiere San Leonardo dove le persone potranno portare oggetti da riparare mentre bevono un caffè o fanno colazione. Bici, computer e altro ancora potranno avere una seconda vita e organizzeremo anche corsi per imparare a ripararli (https://emsaps.org/un-nuovo-repair-cafe-a-parma)». EMS è una realtà piccola ma molto attiva, organizzata in modo orizzontale e con un obiettivo chiaro: coinvolgere in modo attivo i giovani nel mondo della sostenibilità. «Collaboriamo con l’Università di Parma tramite bandi e progetti. A maggio parteciperemo anche al Festival dello Sviluppo Sostenibile. Stiamo vivendo una fase di crescita, da associazione universitaria ci stiamo espandendo anche fuori dall’ateneo per rendere i progetti più concreti. Il nostro obiettivo? Renderà la società più green».

Dopo le presentazioni era finalmente arrivato il momento di entrare. Era la mia prima volta a Rimini Fiere e sono rimasta colpita dalle dimensioni enormi dello spazio espositivo organizzato in numerosi padiglioni. Non a caso KEY è considerato uno degli eventi di riferimento sulla transizione energetica in Europa, Africa e nell’area del Mediterraneo. L’edizione di quest’anno si è svolta su circa 125 mila metri quadrati di superficie espositiva e 24 padiglioni, con oltre mille brand provenienti da tutto il mondo per presentare tecnologie e soluzioni innovative. L’evento ha registrato una forte partecipazione di investitori, delegazioni internazionali e buyer provenienti da sessanta Paesi differenti. Un segnale chiaro di quanto il tema della transizione energetica sia sempre più centrale a livello globale.

L’unico momento caotico è stato durante il ritiro dei biglietti: per i gruppi infatti non era possibile acquistarli online e abbiamo dovuto registrarci e comprare i pass uno per uno direttamente in biglietteria, provocando file e lunghe attese anche per gli altri visitatori e allungando di una mezz’oretta l’attesa per potere entrare.

Ma niente panico, avevamo una vera e propria tabella di marcia, il nostro percorso è iniziato dal cuore delle attività di EMS: focus su infrastrutture di ricarica, veicoli elettrici, tecnologie V2G e soluzioni digitali per città sostenibili. Abbiamo fatto tappa anche all’Innovation District, uno spazio dedicato alle startup e alle PMI innovative dove nuove idee sostenibili e tecnologia si incontrano. Qui tante giovani aziende presentavano progetti legati all’energia del futuro e alle nuove professioni green, un settore che sta aprendo sempre più opportunità lavorative per i giovani.

Successivamente ci siamo spostati nel settore dedicato al solare e ai sistemi di accumulo. In questo contesto abbiamo avuto anche modo di approfondire il tema con Abel Gambini, senior consultant in Deloitte e ambasciatore climatico della Commissione Europea. «Deloitte Climate & Sustainability è una società del gruppo Deloitte, uno dei big four della consulenza. Siamo nati quattro anni fa con l’obiettivo di lavorare sulla sostenibilità a 360 gradi. Nel nostro team lavorano professionisti provenienti da diversi settori: ingegneri, geometri, biologi, esperti di comunicazione e finanza. Io mi occupo nello specifico di energie rinnovabili. Il 20 febbraio siamo diventati una ESC (Energy Service Company) e siamo sempre aperti a nuove assunzioni».

Ha poi spiegato come la sostenibilità sia oggi anche una scelta strategica per le aziende. «La decarbonizzazione non è solo un principio etico, ma anche un tema di business. Le aziende investono nella sostenibilità perché porta valore. Installare un impianto fotovoltaico può ridurre i costi energetici e aumentare i ricavi producendo energia per l’azienda stessa, migliorando anche la propria reputazione. Fare investimenti verso ambiente e società è la nostra missione>>.

Durante l’incontro è intervenuta anche Giorgia Ortolani, che gestisce la comunicazione. «Mi occupo della reputazione aziendale: comunicazione, eventi, social, brand reputation e partnership. È un lavoro che mi piace molto e mi diverte». Laureata in comunicazione, è entrata in Deloitte come copywriter e ora lavora a tutto tondo nel team communication «Fate un lavoro che vi piace, ma fatelo bene».

Nel pomeriggio il gruppo si è diviso. Alcuni  si sono iscritti al test drive di Tesla, mentre altri hanno continuato a esplorare i padiglioni della fiera in autonomia, a caccia di gadget e cibo gustoso.

Ci siamo poi ritrovati nella hall poco prima di prendere il treno per Rimini città, dove abbiamo trascorso alcune ore prima del rientro. Alcuni hanno esplorato il centro, mentre noi del gruppo più numeroso abbiamo seguito Massimiliano e Luca in una lunga passeggiata dalla stazione fino al lungomare. La prima “sorpresa” è stata scoprire che la ruota panoramica di Rimini era stata smontata per manutenzione: il mio principale punto di orientamento era sparito! Dopo una passeggiata sulla spiaggia e qualche foto sugli scogli, ci siamo diretti verso Borgo San Giuliano, poco oltre il Ponte di Tiberio, per un meritato aperitivo.

Durante lo spritz parlavo con Emma, (studentessa di ingegneria gestionale) sullo strano fatto che entrambe eravamo state diverse volte a Rimini ma solo per il mare, non avevamo mai visto per davvero la parte storica del centro. E su questo la gita è stata anche un’occasione di scoperta. Tra patatine e risate abbiamo avuto il tempo di conoscerci meglio, lontano dalle aule universitarie e dai padiglioni della fiera. Quando il sole stava tramontando abbiamo iniziato a dirigerci verso la stazione. Alle 19:00 il treno è partito per Parma. Fuori era ormai buio, ma le chiacchiere sono continuate anche durante il viaggio di ritorno.

Questa giornata non solo ci ha permesso di entrare nel mondo dell’energia sostenibile, ma anche di creare nuove amicizie. Sono scesa dal treno con il sorriso e con una quantità impressionante di gadget raccolti tra gli stand della fiera: borse di tela, bevande energetiche e cibo a volontà. Di certo la fame non si è fatta sentire.

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