
Eliana, la proprietaria, con uno dei suoi piccoli ospiti
Devo ammetterlo, sono una gattara d’eccezione. Quindi, quando lo scorso anno ha aperto Fusa e Caffè in Via D’Azeglio, quasi di fronte all’ingresso dell’Università, non ho potuto che esserne estremamente felice.
Il primo Neko cafè nasce a Taiwan nel 1998, e l’idea diventa subito popolare anche in tutto il Giappone. In Italia la prima città a mettere in pratica l’idea è stata Torino nel 2014: da allora le aperture si sono susseguite anche a Roma, Milano, Brescia.
Fusa e Caffè, ci racconta la proprietaria Eliana, è il primo cat cafè di Parma e dell’intera Emilia-Romagna e l’idea nasce dalla volontà di unire la passione per la ristorazione e quella per gli animali, messa in pratica per tanti anni come volontaria dell’ENPA. Ispirata ai celebri Neko Cafè giapponesi, la visione per Parma è stata però chiara fin da subito: creare uno spazio “a misura di gatto” che fosse al contempo un punto di ritrovo per la comunità ed una vetrina per far conoscere i piccoli amici.
«Aprire un bar di questo tipo non è stato subito facile – racconta Eliana – sono andata a visitare prima quello di Milano, poi Roma, per cercare di capire quali fossero le procedure da seguire. Mi sono subito resa conto che questo tipo di realtà funzionano molto bene e mi sono poi data da fare per procurarmi all’ASL di Parma le linee guida degli altri Cat Cafè».
In Emilia non si permette l’apertura di attività con animali perché sono viste come sfruttamento ma questo locale è diverso, nasce per le adozioni, non ha gatti di proprietà, quindi le regole sono meno rigide rispetto ai suoi simili di altre città.
Qui le persone devono confrontarsi ed interagire con i gatti, è grazie a questo che sono state possibili ventisette adozioni in dieci mesi e altre tre in fase di valutazione da parte dell’associazione che cura ogni dettaglio, dal preaffido all’inserimento.
Le persone creano un contatto e scelgono il loro compagno… in realtà sono abbastanza certa che siano i gatti a sceglierle! È comunque grazie all’interazione che si crea quell’alchimia che permette a gatti meno fortunati di trovare la loro famiglia, per sempre.
Eliana ci racconta anche delle serate che vengono spesso organizzate all’interno del bar: lo yoga del giovedì, con gli amichetti pelosi che spesso di sdraiano sui tappetini delle partecipanti, i martedì del benessere dedicati a far conoscere a tutti tematiche un più spirituali e “magiche” come il reiki, la meditazione, la cristalloterapia.
Se avete avuto la fortuna di vivere anche solo una piccola parte della vostra vita con un gatto, vi renderete conto di quanta magia ci sia in quei piccoli esserini pelosi.
Dal martedì al venerdì è anche possibile fermarsi a studiare, mentre nel fine settimana c’è un minimo di consumazione di 5 € per far sì che ci sia ricambio di persone e che tutti possano conoscere e godere della compagnia dei gatti. Ma se il bar non è troppo pieno, Eliana permette comunque agli studenti di fermarsi per un po’.
«Questo bar esiste da sessant’anni – ci racconta Eliana – è uno dei più vecchi della via e quando abbiamo visto il doppio livello abbiamo deciso di mantenere il piano terra come era prima, un bar “normale” accessibile a tutti, anche a chi è allergico ai gatti o sta passeggiando con il cane, mentre il livello superiore è dedicato, appunto, ai gatti».
Una grande attenzione anche verso le persone quindi, proponendo inoltre anche torte, brioche e piatti vegani, in modo da accontentare davvero tutti.
Al termine della chiacchierata chiedo ad Eliana se c’è qualcosa di importante che vuole aggiungere: «Sì: devo assolutamente ringraziare mia mamma Madi e mio fratello Jacopo, perché è anche e soprattutto grazie a loro che ho potuto realizzare questo progetto».
La famiglia ritorna sempre, quindi, importantissima sia per gli umani che per i pelosi.
«Il cane è fedele il gatto devi riconquistarlo ogni giorno».
Una cliente del bar
foto di Federica Davoli








