
Timothée Chalamet nel ruolo di Marty Mauser in "Marty Supreme"
«La verità è che io sono alla ricerca della grandezza. So che di solito la gente non parla così, ma io voglio essere uno dei grandi, mi ispiro ai grandi».
Questo è il discorso che Timothée Chalamet ha portato sul palco dei SAG Awards nel febbraio dello scorso anno. La reazione del pubblico rimane fortemente divisa: un giovane attore arrogante o un semplice ragazzo con grandi obiettivi? Non c’è una risposta giusta o sbagliata, ma per arrivare a una conclusione è meglio fare un passo indietro, scostandosi dalla fama che ha ottenuto negli ultimi anni. Chalamet nasce con una forte passione per la recitazione, tanto da abbandonare gli studi per dedicarvisi completamente.
Il suo esordio nel mondo dello spettacolo avviene già all’età di 13 anni, ottenendo presto anche ruoli secondari in grandi film come Interstellar di Christopher Nolan. Tuttavia il vero successo inizia nel 2017 con due film: Lady Bird di Greta Gerwig, che lo porta ad essere notato dalla critica e soprattutto Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino grazie al quale ottiene, invece, attenzione a livello internazionale. Da quel momento Timothée diventa una risorsa importantissima per Hollywood, recitando regolarmente in film di grande successo. Negli ultimi anni alcuni di questi forse hanno raggiunto grande notorietà proprio grazie alla sua presenza. Infatti, l’attore è arrivato ad avere un grandissimo sostegno da parte del pubblico, diventando una giovane icona del cinema hollywoodiano.
Il successo di Chalamet non si spiega facilmente, è il risultato di diversi fattori, tra questi sicuramente il suo talento innato per la recitazione. Tuttavia, non si può non citare anche la sua innegabile bellezza, caratterizzata da un fascino sofisticato ma allo stesso tempo giovanile. Ciò che sovrasta ogni altro aspetto, però, è il suo carisma: Timothée non incarna il divo irraggiungibile, bensì il “ragazzo della porta accanto”, una persona sensibile, affidabile e dall’aria delicata. Riesce a creare una forte connessione con i fan anche grazie a uno spiccato senso dell’umorismo, mostrando un lato di sé più spontaneo e autentico. Presenta un atteggiamento che lo rende più umano agli occhi del pubblico, sembra quasi un eterno bambino e ciò lo differenzia fortemente dalla maggior parte delle celebrità, che spesso appaiono più serie o impostate. La sua immagine pubblica ha portato alla nascita di una fanbase molto affezionata e altrettanto affiatata, una vera comunità che lo sostiene con entusiasmo.
Questa fama è dovuta anche al fatto che nella sua carriera si è cimentato in ruoli profondamente diversi tra loro, appartenenti ad altrettanto diversi generi. Spesso ha rappresentato personaggi profondi e complessi, in cui il pubblico maggiormente si rivede, ma anche ruoli più giocosi. Passiamo da pellicole più impegnate come Dune di Denis Villeneuve e Bones and All di Luca Guadagnino, a quelle più leggere come Wonka di Paul King e Don’t Look Up Adam McKay. Con questo alternarsi, è riuscito ad attirare l’attenzione di diverse fasce di pubblico e a ottenere numerosi riconoscimenti per la sua bravura. Il suo percorso, così articolato e variegato, lo ha portato a realizzare il film ad oggi più significativo della sua carriera: Marty Supreme di Josh Safdie, dove non solo interpreta il protagonista ma è anche tra i suoi produttori.
La pellicola è basata, in modo molto romanzato, sulla vita di Marty Reisman, campione di tennistavolo. Oltre a presentare un cast stellare, con nomi come Gwyneth Paltrow, Fran Drescher e Tyler, the Creator nel suo debutto cinematografico, il film ha anche avuto una massiccia e ingegnosa campagna pubblicitaria sui social. Molte celebrità hanno, infatti, postato selfie con giacche brandizzate Marty Supreme, scaturendo così un fortissimo interesse e una grande attesa per la visione del film. Non c’è da sorprendersi che abbia ottenuto un ottimo riscontro da parte del pubblico, buonissime recensioni e 9 candidature agli Oscar.
Timothée ha dimostrato, ancora una volta, il proprio talento. Riesce a interpretare un personaggio molto complesso, influenzato dal contesto in cui la storia è ambientata, ma anche caratterizzato da una personalità molto forte. Infatti lo spettatore arriva quasi ad odiarlo, ma allo stesso tempo, non riesce a non fare il tifo per lui. Si crea un contrasto tra disprezzo e compassione. L’esistenza di Marty è controllata dal suo desiderio di diventare il migliore giocatore di tennistavolo al mondo, tanto che la vita personale è distrutta dalla sua fortissima ambizione. Ma più che un riconoscimento mondiale questo titolo gli serve per dare un significato alla propria esistenza. È un personaggio complesso, scritto per essere analizzato a fondo. La storia crea una tensione incredibile, èquasi impossibile distogliere lo sguardo dallo schermo. Il successo del film, ovviamente, è dovuto anche a una regia molto curata e alle bellissime scenografie che accompagnano una trama piena di azione e colpi di scena.
È l’ennesima prova delle abilità di Timothée Chalamet che grazie a questo progetto è riuscito finalmente a consolidarsi come uno degli attori di riferimento della nostra generazione, in modo innegabile, nonostante secondo molti già lo fosse. L’ambizione del suo personaggio sembra quasi un parallelismo alla sua carriera: grazie a questo film ha riscritto la storia degli Oscar in quanto interprete più giovane ad aver ottenuto tre candidature come miglior attore. Forse grazie alla sua ultima nomination per Marty Supreme riuscirà finalmente ad entrare nella lista dei “grandi” come tanto desidera, vincendo il suo primo Oscar.




