
La cover dell'album
Non è un album, è una visione. È un cammino verso Dio e verso se stessi. È la prova che l’arte può farsi preghiera, ricerca e rivelazione.
LUX, il nuovo album di Rosalía, viene descritto come il progetto più ambizioso della sua carriera, frutto di tre anni di “gestazione”; concepito come un’opera in quattro movimenti che non si limita a reinventare la musica, ma a trascenderla. È un’opera che parla di fede e ricerca interiore ma anche di libertà femminile e forza. L’artista afferma in alcune interviste che ha sentito il bisogno di fermarsi, voleva “la luce” e così l’ha trasformata in musica. L’album è nato da ricerche e riflessioni su testi sacri e santi provenienti da tutto il mondo. La cantante spagnola ha viaggiato, ascoltato e tradotto, comprendendo la spiritualità attraverso le culture e cantando in 13 lingue diverse. Organi, arpe, cori gregoriani, effetti elettronici e voci sovrapposte creano un mosaico di sonorità ricco di dettagli che accompagna ogni traccia. «Ho lavorato su questo progetto come se stessi costruendo una cattedrale. Ogni nota è come una pietra». Il risultato è un disco mistico, intimo, che unisce il sacro alla sperimentazione.
Rosalía dedica due brani all’Italia, un Paese che per lei raffigura la culla dell’arte sacra. “Mio Cristo Piange Diamanti” è una composizione ispirata alla relazione d’amicizia tra Santa Chiara d’Assisi e San Francesco d’Assisi. Mentre “Focu ‘ranni” è in dialetto siciliano, dedicato a Santa Rosalia la Patrona di Palermo. Il pezzo, disponibile solo nella versione fisica del disco, celebra la libertà e l’indipendenza femminile, temi centrali nell’universo dell’artista catalana. Parla di un amore che non potrebbe mai essere accettato, perché la priverebbe della libertà.
Tra le tracce più sorprendenti di LUX c’è Berghain, un pezzo realizzato con Björk e Yves Tumor che si apre in un canto lirico dopo una potente introduzione della London Symphony Orchestra. La melodia è composta come un’orazione, le voci corali ricordano i canti delle chiese barocche, mentre gli archi si fondono con sonorità elettroniche leggere. La canzone riflette sulla fusione tra corpo e spirito, tra umano e divino. C’è poi Reliquia, con cui Rosalía ha aperto i Music Awards Santander 2025: un brano che parla di ciò che lasciamo negli altri e nei luoghi che attraversiamo. Una metafora ideale per chi sta crescendo, studiando, cambiando città, conoscendo persone nuove. «Ogni viaggio ci trasforma, ogni incontro trattiene un pezzo del nostro cuore dentro un ricordo vivo, un frammento sacro, un’eredità emotiva che vibra anche quando non siamo più presenti».
Ascoltando quest’album non si sa mai davvero cosa aspettarsi, è un continuo sali e scendi che suscita emozioni sempre diverse. Brano dopo brano ci si ritrova quasi a estraniarsi dal mondo circostante, mettendolo in pausa per tutta la sua durata. Scelte sonore che trascinano, pensate per far provare qualcosa, per smuovere. LUX è un album che definirei trascendentale…più che essere semplicemente ascoltato, lo si vive.



