Donare un libro a Natale, ammettiamolo pure, è un po’ un cliché: c’è chi lo fa per darsi un tono, chi per una ricercata forma di sadismo e chi, invece, proprio non sa su cosa ripiegare all’ultimo minuto. Tutti motivi leciti, beninteso, nessuno è qui per puntare il dito: il 25 dicembre è una sfacchinata, una corsa a ostacoli. Ecco, pertanto, cinque titoli da cui trarre spunto per non perdersi fra gli scaffali delle librerie, e scovare quel volume che soddisferà i gusti dei più esigenti.

‘Amore mio infinito’, Aldo Nove, Crocetti Editore

Amore mio infinito è una storia tenera, che incrinerà i cuori più rigidi. Matteo ha ventotto anni e lavora per un’azienda che produce banconi per il pesce. Il protagonista traccia un personale percorso amoroso che si snoda in quattro tappe: la prima è quella, matta e disperatissima, dell’infanzia, quando il sentimento ha il sorriso “di Dio e di Pippicalzelunghe dal vivo”. Si passa poi all’amore devastato dal tempo, nel momento in cui scopre del cancro della madre. Segue l’esperienza del liceo e, soprattutto, il ricordo del primo bacio; infine, il desiderio ritrovato della maturità.

«Silvia era come una nave su cui ero salito che partiva per non so dove tra poco andavamo io e lei fino alla fine del film e AAAA»

‘Marcovaldo’, Italo Calvino, Mondadori

L’eroe di questa fiaba proto-ecologista è, appunto, Marcovaldo, magazziniere in una ditta e padre di una numerosa prole. Con la testa perennemente fra le nuvole, in mezzo a una città di cemento e asfalto, cerca la natura, quel verde che lo liberi dalle angustie del quotidiano, impelagandosi in una serie di strambe avventure. Calvino traccia una sapida satira del miracolo economico e della civiltà del consumo, narrando venti storielle dal taglio fluido che sapranno intrattenere il lettore fino all’ultima pagina.

«Invece, a Marcovaldo, il suo stipendio, tra che era poco e che di famiglia erano in molti, e che c’erano da pagare rate e debiti, scorreva via appena percepito. Comunque, era pur sempre un bel guardare, specie facendo un giro al supermarket.»

‘La nera’, Dino Buzzati, Mondadori

Perfetta per gli amanti del true crime, questa raccolta riunisce gli articoli di cronaca scritti da Buzzati per il “Corriere della Sera” e il “Corriere d’informazione” nell’arco di quasi trent’anni. Efferati crimini quali il delitto di Rina Font, il caso Ettore Grande o il giallo di Anna Maria Carlesimo rivivono in queste pagine, corredate da un ricco apparato fotografico, con la stessa vividezza di un podcast di Stefano Nazzi. Buzzati è un abile narratore e riesce nell’impresa di rendere accattivante anche il male più insensato e inspiegabile.

«Una specie di demonio si aggira dunque per la città, invisibile, e sta forse preparandosi a nuovo sangue. L’altra sera noi eravamo a tavola per il pranzo quando poche case più in là una donna ancora giovane massacrava con una spranga di ferro la rivale e i suoi tre figlioletti. Non si udì un grido.»

‘Me la sono andata a cercare. Diari di una reporter di guerra’, Giuliana Sgrena, Editori Laterza

La vicenda umana e professionale della giornalista Giuliana Sgrena è racchiusa in questo memoir denso e d’impatto. L’inviata de ‘il manifesto’ ripercorre alcuni tra i suoi viaggi più straordinari: dall’Algeria alla Somalia passando per l’Eritrea, senza dimenticare la vicenda del suo sequestro in Iraq per mano di un gruppo islamista e la morte di Nicola Calipari, l’agente del SISMI che l’aveva liberata.

«Se una giornalista torna in una bara da un paese in guerra, sicuramente sarà stata uccisa perché aveva fatto uno scoop, se invece dopo essere stata rapita torna a casa viva, beh, allora se l’era andata a cercare.»

‘Murdo. Il libro dei sogni impossibili’, Alex Cousseau e Éva Offredo, L’Ippocampo

Infine, un libro per bambini che, come spesso accade, sa parlare anche agli adulti. Murdo è un piccolo yeti e, benché in molti si ostinino a ritenere che gli yeti non esistano, lui è vivo, qui tra di noi. Il protagonista di questa storia racconta i suoi sogni, le sue ambizioni, muovendosi per paesaggi da favola, incontrando amici, inventando giochi, lasciandosi trasportare dalla risorsa più potente di tutte: l’immaginazione.

«Ho sempre sognato di essere un colore. Per esempio, potrei rimpiazzare il rosso. Tutto quello che è rosso diventerebbe color Murdo. Il sole che sorge, il sangue che ci scorre nelle vene, color Murdo. I papaveri, le fragole e i pomodori, color Murdo.»

  • Giovanni Andrioli

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